venerdì 12 marzo 2010

AVATAR: dall’originale al virtuale

Avatar: una parola più che mai attuale grazie al successo dell’ultimo film di James Cameron. Ma questo non basta: per chi vuole saperne di più, può essere molto interessante risalire al significato originario di questa parola e a come si è andata modificando in questi anni…

La parola Avatar, infatti, deriva dal sanscrito avatara (“discesa”) ed è utilizzata dalla religione induista per indicare la discesa della divinità in forma corporea, quindi la sua incarnazione.

L’utilizzo che è stato successivamente fatto di questa parola, da Secondo Life all’omonimo kolossal cinematografico, ha poco a che vedere con il suo senso “traslato”: si tratta in realtà di un vero e proprio “ribaltamento” del concetto d’origine.

Su Second Life, e più in generale in ambito informatico, la parola avatar indica la rappresentazione grafica utilizzata dagli utenti per “identificarsi” quando entra in comunicazione con altri utenti. Insomma, un’incarnazione di un’identità digitale che non esiste, ma sussiste in parallelo a quella sociale. Questo alter ego, in un modo o in un altro, compensa e alimenta ciò che l’ìndividuo non è nella realtà quotidiana. Siamo molto lontani da ogni richiamo di spiritualità o divinità…

Nel film di Cameron, la parola avatar indica un “programma” che permette all’uomo di creare un’interfaccia mentale e corporea con il popolo Na’vi. Ma chi sono i Na’vi? Al di là delle considerazioni sulle tematiche sociologico-ambientali, il metodo ontopsicologico ci offre un’ulteriore chiave di lettura: quello dei Na’vi è il-mondo-della-vita, lì dove le forze primordiali della natura governano sovrane, immutabili e insindacabili. Il punto di distorsione che l’approccio ontopsicologico permette di rilevare è che anche l’uomo origina e appartiene a questo stesso mondo, ma ha perso la “connessione”; per questo, si trova a dover scontare una paradossale situazione dove ciò che per natura gli è legittimo, è raffigurato come alieno e quasi mitologico. L’uomo quindi ha perso l’accesso naturale a questo mondo e, per reimmergersi in esso, crea dei “link” artificiali, sempre mediati dalla macchina, che gli permettono di “incarnarsi” in questo Eden perduto abitato dai Na’vi. Cosa deve fare qui l’avatar? Ascoltare e imparare il particolare rapporto empatico che esiste fra le sue creature che - guarda caso - sembra essere mediato da particolari legami fra le radici degli alberi, che si uniscono in una sorta di rete di sinapsi neuronali, altamente sviluppata e interconnessa…

Non a caso siamo nel mondo di Pandora, immagine mitologica legata alle “oscure forze del male” solo per chi non sa che i “mostri” nascono quando si rinchiude nell’inconscio la straordinaria forza degli istinti; forza che, quando amministrata con consapevolezza e ordine, segna invece la via dell’auto-realizzazione.

Ecco perché parliamo di “ribaltamento” del significato di avatar: non è più lo spirito divino che si incarna ma, al contrario, è l’uomo che attraverso la macchina si costruisce un’identità fittizia con la quale cerca di connettersi alla forza della natura, al mondo-della-vita che ormai per lui è inconscio. Quindi il significato di “avatar”, così come in Second Life, ha perso ogni connessione con l’entità divina di provenienza, ma anzi incarna il tentativo di raggiungere un divino che, a causa dell’interposizione della macchina, è orami sempre più alieno.

Non è più il dio che scende per aiutare l’uomo su questo pianeta, ma è l’uomo che cerca vanamente se stesso con la mediazione della macchina.

giovedì 4 febbraio 2010

Trigger e campo semantico

“Trigger”: appena viene toccata una certa situazione, si determina l’attivazione dinamica, la dinamica dell’effetto. Ad esempio, ciò può avvenire leggendo la lettera di una persona (morta o viva, è indifferente), entrando in un posto formalizzato dall’emozione sistemica di un qualsiasi luogo, soggetto o oggetto (se questo ha legata con sé una certa dinamica, un’informazione attiva condensata). Un classico esempio di questo tipo di campo semantico è la sindrome di Stendhal: un depositato che si attiva appena ha il contatto del vivente complementare.

venerdì 1 gennaio 2010

La comunicazione per la comunicazione

La legge di conservazione dell'energia non influenza l'informazione. La trasmissione dell'informazione aumenta il suo quantitativo complessivo. Ciò crea una contraddizione tra l'aumento del volume di comunicazioni e la possibilità della sua comprensione. Dunque, avviene la cosiddetta "comunicazione per la comunicazione".

martedì 24 novembre 2009

L'impostazione di Antonio Meneghetti è fortemente agganciata alla socioanalisi. Ciò che colpisce dall'analisi fatta con lo strumento della Cinelogia è, non soltanto la capacità di arrivare alle problematiche dei nostri giorni, ma il fatto di farlo in maniera puntualmente rivisitata a seconda delle generazioni, delle classi sociali, dei generi. E' una tecnica linguistica che viene adottata per spiegare, secondo l'impostazione dell'Ontopsicologia applicata al cinema, le diverse situazioni, le contraddizioni, i dubbi e i chiaro scuri della società.

venerdì 23 ottobre 2009

Arte che schiavizza o arte di vita?

Oggi l’arte è diventata un rifugio, un campo in cui è consentito dare realtà al mondo della fantasia, dell’immagine, dell’irrazionale: in quanto arte, tutto è permesso, anche l’apparente assurdo. Mediante l’arte, l’uomo esprime qualcosa che lo necessita da dentro, anche se poi non lo comprende. In questo campo, la ragione non trova spazio e l’artista indica la verità rimanendone inconscio. Oggi l’arte è quasi sempre esposizione schizofrenica di un malessere, denuncia di un limite; relegandola come campo dell’assurdo, dell’impossibile, dell’inspiegabile, esaltandola come alto valore sociale, non si fa altro che accettare e confermare il limite, anzi, goderne segretamente. Anche il film, come opera d’arte, indica che l’uomo è affidato ad un “perché” inspiegabile.

L’artista, libero da vincoli razionali, esprime questa schizofrenia latente e dà forma ai simboli di una codificazione attraverso segni in negativo che preorientano la coscienza egoica. L’artista – espressione di sensibilità punta nel sociale – rivela questa decadenza dell’umano e la presenza del male nelle sue effettualità.

Anche il cinema è esposizione schizofrenica della vita e, una volta compreso, indica l’errore, il complesso base dell’inconscio umano. L’arte diviene sublimazione esaltata nel e, come tale, esprime ed esalta una filosofia di vita per la morte, facilmente rintracciabile in molti film di successo. È una filosofia che conduce l’accelerazione della fine e che poi la propone come unica possibilità, anzi la più ambita, che si veste di sublime, di alto, di eroico, di spirituale. Sembra che l’uomo ami il segno che lo segna e lo schiavizza a prezzo della sua individualità.

approfondimenti su www.ontopsicologia.org

mercoledì 23 settembre 2009

Corso “Creatività e impresa”

È in via di istituzione nella Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, per il prossimo anno accademico 2009-2010, il corso di Alta formazione in “Creatività e impresa”. Destinato a laureati, si avvale dei più recenti contributi scientifici, tra i quali il punto di vista dell’Ontopsicologia in materia di impresa e società.
www.sociologia.uniroma1.it/video/brochure.pdf

Per informazioni: Facoltà di Sociologia.Segreteria Didattico-scientifica.

Email: cattedrasociologia@uniroma1.it
Tel. +39 06.49918497; +39 346.6069007.

martedì 25 agosto 2009

Presentation of the book "Cinelogy Ontopsychological"

At the 7th edition of the Fair Book of Rome "More books, More Freedom", the conference "Cinema and Society: The New Borders" will take place with the presentation of the new edition of the book "Cinelogy Ontopsychological, already for some years and text subject of study for a seminar entitled Cinelogy: Cinema and Unconscious active at the The Chair of Sociology advanced course, Faculty of Sociology at the University of Rome La Sapienza. Lecturer Paolo De Nardis, from University La Sapienza of Rome, will be present. The event will take place Sunday December 7 from 14.00 to 15:00 in Rubino Room 15:00(1st floor), Congress Palace, Roma EUR, Viale Kennedy, 1.
The Conference is free and open to all visitors of the Fair (Fair admission ticket 6 Euro). The Ruby Room should be accessed at least
15 minutes before the event.